Il corpo ha un suo linguaggio.
Le espressioni del viso, il portamento, il tono della voce, il modo in cui respiri, il modo in cui occupi lo spazio, raccontano continuamente qualcosa di te, spesso molto più di quello che dici con le parole. Esistono anche barriere create nel contesto sociale che forse è arrivato il momento di mettere in discussione. Per esempio: perché vedere un bambino nudo o un animale che defeca in pubblico non ti dà fastidio, ma tu non faresti mai né nudità né defecazione pubblica? Vai oltre la prima risposta superficiale e scoprirai qualcosa di interessante. Scoprirai forse che la nudità ti mette a disagio anche quando sei da sola davanti allo specchio. E che defecare non è vissuto semplicemente come un atto naturale, nonostante sia un segno di buona salute. Hai disagio a soffermarti sull’analisi delle tue feci per verificare che sei in salute? Eppure i dottori di una volta chiedevano come prima cosa proprio della regolarità intestinale. È importante. Rivela tanto. E allora perché il disagio? A proposito: ciò che il corpo espelle è anche concime per la terra. Nutrimento. Trasformazione. Eppure crea vergogna, distanza, imbarazzo. Il corpo è il terreno sul quale si manifestano la maggior parte dei tuoi convincimenti profondi, delle tue ferite e delle tue strutture mentali. Osservati. Porta domande riflessive sul tuo rapporto con il corpo. Questo ti dà accesso a una conoscenza più profonda di te stessa. E a quel punto puoi fare delle scelte: tenere ciò che hai oppure cambiare. Potresti trovare ferite da guarire. Oppure ricordarti cose di cui essere orgogliosa. In ogni caso sarai più profondamente e intensamente te stessa. Perché se ti rendessi conto di che creatura straordinaria sei in potenza, probabilmente non vedresti l’ora di conoscerti meglio. Trova allora la domanda più importante per te in questo momento rispetto al tuo corpo. Poniti questa domanda e non accettare la prima risposta. Dai una seconda risposta che vada più in profondità. E dopo esserti soffermata sulla seconda risposta, rispondi una terza volta alla stessa domanda, per arrivare al cuore di ciò che quella risposta può rivelarti di te stessa. La prima risposta spesso è sociale. La seconda è emotiva. La terza è quella che tocca qualcosa di molto più autentico. Ogni volta che ti troverai a rileggere questo testo potrai rifare esattamente lo stesso esercizio e formulerai una domanda diversa per troverai risposte sempre nuove e sempre più profonde e autentiche. Perché tu sarai cambiata. E non dimenticare di considerare tutto ciò che il corpo comprende: dagli aspetti più visivi a quelli più funzionali. Ma funzionali non solo a livello materiale: anche a livello energetico. Pensa al radicamento. Pensa alla vitalità. Pensa al modo in cui il corpo reagisce allo stress, alla paura, alla gioia, all’amore. Pensa anche alle funzioni temporanee che il corpo può avere: la capacità di sostenere una gravidanza, di allattare, di guarire, di attraversare trasformazioni: pubertà e menopausa per fare solo qualche esempio. E pensa anche alle malattie che temi di più. A quelle che esistono nella tua famiglia. A quelle che ti tengono all’erta. Puoi anche esplorare il significato simbolico, psicologico e spirituale che alcune discipline attribuiscono alla malattia, come la Metamedicina e altri approcci psicosomatici. Non per sostituire la medicina, ma per comprenderti più profondamente. Lascia che tutto questo ti aiuti a conoscerti meglio. A diventare sempre più intima con te stessa. Perché il corpo non è soltanto il contenitore della tua vita. È uno dei modi principali attraverso cui la tua vita cerca continuamente di parlarti. Testo scritto da Lara Briozzo © 2026
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May 2026
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