I contro dell’imparare la lingua locale Il primo grande contro è evidente: imparare una lingua richiede tempo ed energia. E non poco. Il livello di impegno dipende moltissimo dalla lingua. Per un italiano, lo spagnolo può essere relativamente accessibile. Ma lingue come il russo, il cinese o il giapponese — con strutture completamente diverse o alfabeti nuovi — richiedono uno sforzo enorme. A questo si aggiunge una domanda molto concreta: quanto è davvero necessario imparare la lingua locale? In alcuni paesi è possibile vivere quasi completamente in inglese. Si lavora in inglese, si socializza in inglese, si fanno le pratiche in inglese. In questi contesti è legittimo chiedersi se l’investimento valga davvero la pena. C’è poi una componente molto personale: l’attitudine. Non tutti imparano le lingue allo stesso modo. Alcune persone le assorbono con naturalezza, altre fanno molta più fatica. Anche l’età può influire. In generale, fino ai 25 anni l’apprendimento linguistico è più fluido. Questo non significa affatto che dopo non si possa imparare. Io, per esempio, ho imparato l’olandese a 36 anni. Non è stato facile, anche perché non è una lingua che mi piace particolarmente. Eppure l’ho imparata, la parlo bene. Questo per dire che non è una questione di possibilità, ma di scelta. Un altro contro molto comune riguarda i paesi in cui quasi tutti parlano inglese, come l’Olanda. Qui succede spesso una cosa frustrante: tu provi a parlare la lingua locale e l’altra persona ti risponde in inglese. Può essere scoraggiante. Ma nella maggior parte dei casi non è mancanza di rispetto: è gentilezza. È un modo per venirti incontro. Questo però rende l’apprendimento più faticoso e, a volte, demotivante. Un altro aspetto importante è psicologico. Imparare una nuova lingua può attivare fortemente il critico interiore:
Hanno un impatto reale sul benessere e sull’autostima. E qui arriva una domanda chiave: quanto tempo pensi di restare in questo paese? Se si tratta di un periodo breve, uno o due anni, e riesci comunque a gestire tutto, può essere una scelta sensata non imparare la lingua. Ma se inizi a immaginare una vita a lungo termine — una relazione stabile, dei figli, una casa — allora la scelta cambia profondamente. Vivere a lungo in un paese senza parlare la lingua ha conseguenze molto diverse. I pro dell’imparare la lingua locale La mia esperienza personale è stata che, quando ho deciso di restare all’estero a lungo termine, ho scelto di imparare la lingua locale. L’ho fatto anche perché gli svantaggi di non iniziavano a pesarmi troppo. Il motivo principale è l’integrazione. Ma cosa significa davvero integrarsi? Significa capire cosa succede nel paese in cui vivi. Leggere i giornali. Capire il dibattito politico e sociale. Cogliere il contesto culturale, non solo viverci accanto. Significa poter leggere un libro di un autore locale. Andare a teatro per uno spettacolo pensato per i locali. Scoprire le differenze profonde tra la cultura da cui vieni e quella in cui vivi. Nel mio caso, per esempio, il teatro è stato una grande scoperta. In Italia ero abituata a una forte tradizione: i classici, la storia del teatro. In Olanda ho trovato un teatro molto più moderno, spesso d’avanguardia, e una forte tradizione di spettacoli comici con contenuto sociale. Diverso, sì. Ma profondamente interessante. E tutto questo sarebbe stato impossibile senza la lingua. Un altro grande pro è che, quando parli la lingua locale, puoi entrare davvero nella vita del paese. Puoi iscriverti a club sportivi, artistici, culturali. Non sei più limitata ai contesti per espatriati o per connazionali. Questo apre molte porte. A volte il paese in cui vivi è più sviluppato in certi ambiti rispetto a quello da cui provieni. Condividere una passione con persone locali può espandere enormemente i tuoi orizzonti. C’è poi un aspetto più sottile, ma fondamentale. Quando viviamo all’estero, tendiamo a giudicare ciò che è diverso. È una reazione umana. Imparare la lingua ti permette di capire il perché delle differenze. Ti aiuta a entrare nella logica culturale dell’altro. E questo trasforma il giudizio in comprensione. La lingua incide anche profondamente sulla qualità delle relazioni. Conoscere la lingua locale permette incontri più autentici, amicizie più profonde. E questo è cruciale, perché la solitudine è uno dei problemi più grandi degli espatriati. Creare connessioni vere con le persone del posto riduce enormemente il rischio di isolamento. Se poi hai un partner straniero, imparare la sua lingua diventa ancora più importante. Anche se parlate inglese. Anche se il tuo partner parla italiano. Conoscere la sua lingua ti dà accesso al suo mondo: alle persone, ai contesti, alle parti della sua vita che altrimenti ti verrebbero solo raccontate. Come terapeuta di coppia, vedo un enorme valore — ovunque si viva — nell’imparare la lingua del proprio partner, se non è la stessa. Un altro pro molto concreto riguarda le opportunità di lavoro. Non solo perché è possibile lavorare nella lingua locale — io ho studiato psicoterapia in olandese e lavoro anche in olandese — ma perché, anche lavorando in inglese, è fondamentale che gli altri sappiano che sei in grado di capire e comunicare nella lingua del posto. Questo aumenta le possibilità professionali, la crescita, l’integrazione. Infine c’è il tema dell’indipendenza. Comprare una casa, parlare con l’ufficio delle tasse, spiegare a un medico come ti senti. Fare tutto questo nella lingua locale cambia radicalmente l’esperienza. Io ho comprato la mia prima casa quando non parlavo ancora olandese e ho dovuto utilizzare un traduttore per fare l'atto notarile. La seconda senza volta, è stato molto empowering poter fare tutto da sola. La differenza, a livello emotivo, è stata enorme. Imparare una lingua straniera non è semplice. Per alcuni è più facile, per altri molto meno. Come italiani, spesso siamo un po’ bloccati, facciamo fatica a buttarci. Ma la lingua serve a una cosa sola: comunicare. Avere un accento non impedisce la comunicazione. Fare frasi semplici non impedisce la comunicazione. Fare errori non impedisce la comunicazione. Il mio suggerimento personale è questo: senza metterti sotto pressione, gradualmente, al livello che riesci, ma considera seriamente imparare la lingua locale. Soprattutto se pensi di restare a lungo termine in un paese, imparare la lingua locale è una scelta che, nel tempo, ripaga profondamente. Lara Briozzo
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